Da Sanguinetto, una vicenda a buon fine

Dal numero di gennaio/febbraio de El Peagno, bimestrale della Pro Loco di Sanguinetto (VR)

Unilever, dalla morte annunciata alla rinascita A prenderla dal verso migliore, è senz’altro una storia a lieto fine quella dello stabilimento Unilever del nostro paese. Molto più che un simbolo per Sanguinetto, l’impianto – e soprattutto coloro che vi lavorano – aveva vissuto un’estate difficile, dopo l’annuncio della multinazionale anglo-olandese di voler procedere a 76 licenziamenti sui 120 addetti ancora presenti. Il dado tradizionale a marchio Knorr sarebbe stato spostato nel ben più economico Portogallo. Ma la mobilitazione di sindacati, istituzioni, e in particolare dei lavoratori, scesi in piazza più volte e in presidio permanente, avevano cambiato quello che pareva uno scenario già definito. Gli esuberi vennero ridotti prima a quaranta, poi molti ricevettero la tutela dell’”isopensione”, in altri casi ci fu l’impegno per una ricollocazione sul territorio. Ma la svolta c’è stata nei mesi successivi e si è concretizzata prima di Natale, allorché il gruppo altoatesino Menz&Gasser, con sedi a Trento e Verona, ha acquisito lo stabilimento di viale Roma, per il quale l’interesse era nato diverso tempo prima. La nuova proprietà produrrà ancora il dado in gel, di cui il nostro piccolo centro ha addirittura l’esclusiva mondiale, ma anche maionese, confetture, zuppe a marchio Knorr. Il futuro è garantito da commesse per la stessa Unilever e dai salari che per tre anni manterranno i livelli di prima; toccherà poi ai nuovi proprietari confrontarsi con i dipendenti. E il retroscena è che Sanguinetto, in questo caso, deve “ringraziare” la Brexit: con oltre il 40% della produzione esportata verso il Regno Unito, Unilever ha accelerato la cessione per evitare i dazi con cui altrimenti già oggi dovrebbe fare i conti. Per il nostro comune un sospiro di sollievo.

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