Ruscio non dimentica

Settanta anni or sono, Ruscio, fu testimone, suo malgrado, di uno degli aspetti più terribili e disumani della guerra: la deportazione e la detenzione di civili in campi di prigionia o di lavoro.

A Ruscio, presso la miniera di lignite, per un breve periodo, che coincide con gli anni più tristi della nostra storia, si alternarono, dapprima un campo di lavoro per prigionieri di guerra militari, il campo n. 117, e successivamente, fino all’ 8 settembre 1943, un campo per internati civili, in gran parte di cittadini del Regno di Jugoslavia.

Panorama del campo di prigionia di Ruscio (fine anni ’40)

Una realtà produttiva che dai primi albori del processo d’industrializzazione in Umbria aveva costituito risorsa  economica primaria, si trasformò così in maglia significativa della rete concentrazionaria fascista.

A ricordo di quell’insediamento, nell’estate del 2013 la Pro Ruscio promosse la mostra “La Storia incontra la memoria”, realizzata per fornire un quadro di insieme della storia del campo di prigionia di Ruscio, dalla istituzione come campo per prigionieri militari, fino alla trasformazione in campo per internati civili.

 

 

Una spiacevole vicenda

Una spiacevole vicenda, quella che si sta vivendo ad Este. Una guerra nata all’interno di una Pro Loco di grandi tradizioni, quella di Este, che dal 1980 opera per la promozione della cittadina padovana e del suo territorio. Una guerra intestina, che ha portato alla paradossale situazione di avere due associazioni in competizione per strapparsi soci e denominazione.

Racconta la vicenda un Comunicato Stampa pubblicato sull’ultimo numero di Atheste, la gloriosa testata (prima uscita nel 1957) della Pro Este, quella originale.

“Noi siamo l’unica Pro Loco di Este iscritta all’Albo Regionale UNPLI” dice la prima. La seconda, che si presenta col nome Nuova Pro Loco Este 2020, replica: “Abbiamo rilevato un vuoto: quello di un soggetto che si impegni nella promozione di Este e del suo territorio”.

Il rinnovo delle cariche, avvenuto nel corso del 2019, ha avuto un iter travagliato, con un risultato che è stato boicottato da una parte dei soci, che hanno dato il via alla scissione motivandola con l’accusa di una presunta violazione dello statuto associativo. Accusa respinta al mittente, come pure quella di un mancato impegno nella promozione del patrimonio culturale e storico di Este. Prosegue il Comitato Stampa della Pro Este, quella doc: “Il successo degli eventi che abbiamo realizzato è la migliore difesa di fronte a queste critiche strumentali, che però vogliamo denunciare con fermezza perchè offensive nei confronti di quei volontari che hanno scelto di spendere il loro tempo prezioso al servizio della comunità”.

 

“Il Tornado”, per far quadrare i conti

Un anno veramente travagliato, quello che si è chiuso per il quindicinale bellunese. Dopo il cambio di editore e l’arrivo di un nuovo direttore responsabile, la crisi pandemica, che ha impattato sulle modalità di confezionamento del giornale, ora fatto col telelavoro fra i volontari di redazione. Infine, per chiudere in “bellezza” questo 2020, un brusco aumento nel costo delle spedizioni del giornale, salite di colpo del 33%. Un vero salasso. Per non mettere a rischio la sopravvivenza della testata, la decisione, dolorosa, di ridurre da 18 a 15 le uscite annue del giornale. 

Senz’altro una decisione meditata, che si spera consenta al giornale, che ha oltrepassato i quarant’anni di vita, di recuperare il necessario equilibrio economico. Da osservare, da parte GEPLI, che anche con 15 uscite annue, “Il Tornado” mantiene saldamente la testa nella frequenza di pubblicazione, fra tutte le testate giornalistiche nate nell’ambito delle Pro Loco.

 

Ritorna Paese Mio, la rivista delle Pro Loco del Piemonte

Ritorna Paese Mio, la rivista delle Pro Loco del Piemonte, dopo una temporanea sospensione delle pubblicazioni, dal secondo semestre del 2018 fino al mese scorso.

E ritorna non più su carta, ma in formato direttamente elettronico.

Le motivazioni le spiega il Direttore della testata, Riccardo Milan:

“Non sembra ma è proprio un caso che la rivista delle Pro Loco del Piemonte rinasca ad altra vita in formato elettronico in questo 2020. Una scelta necessaria per giungere velocemente nei cellulari e nei computer degli iscritti. E per superare così uno dei gap della tradizione rispetto alla modernità: la velocità, l’immediatezza, la condivisione… Una newsletter che approfondisce ed integra le altre forme di comunicazione dell’Unpli. Stiamo sperimentando i video, i post e, perché no i podcast, per le comunicazioni che verranno, sia interne fra Unpli e Pro Loco sia esterne fra Pro Loco e pubblico generalizzato. Un Paese Mio che non rinuncia alla forma cartacea, ma la riduce ad eccezione mentre la regola sarà la rete. La comunicazione digitale. La modernità che in questo 2020 ci è entrata di forza nelle case non è un male, pensateci: meno consumo di energia, maggiori possibilità di incontro, maggiore quantità di informazioni scambiate. Era l’anno giusto per cambiare e così è stato. Impariamo dai problemi.