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Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 12 giu 2016, 15:10
da baldo
Al quinto incontro dei giornali, nella sessione pomeridiana del convegno a Cimitile, Gaspare Biagiotti durante il suo intervento ha raccontato cos'è la Serra, da cosa deriva il nome del loro giornale: è un vecchio sentiero acciottolato, a gradini, lungo circa 3 km, una volta percorso dagli asini.

Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 23 mag 2016, 10:41
da Geppo
Un aggiornamento al post che aveva dato il via a questa discussione.
Ci si era divertiti a raggruppare i nomi per tipologia.
Il gruppo più numeroso mette direttamente il nome della località, spesso associato a News o Notizie:
Cimaferle News, Casalmaggiore, Malo 74, Pro Cittadella, Dimensione Pro Loco Fontanafredda, Preggio News, Il giornale di Bastia, Pianeta Militello, Terralba Ieri & Oggi, Pro Loco Puglia, Pro Loco Bellunesi).

Ma molti altri sono più fantasiosi.

C'è il gruppo dell'aggettivo possessivo, rigorosamente in 1° persona plurale o singolare:
Cose Nostre, Nost Pais, Magenta Nostra, Fatti nostri, Paese Mio, Il nostro campanile

C'è il gruppo degli animali, anche fantastici:
L'Ape, Il Liofante

Ci sono gli acquatici e di fiume:
Il guado dell'antico mulino, La sorgente, Il vento del Brenta

I dialettali:
Nost pais, Al pais d'Lu, Frintinu me, El Campanon, Lu Nuesciu, La Cantada

Quelli ispirati al nome dell'abitante del luogo, attuale od antico:
L'Eugubino, il Rubastino

Quelli delle figure dialettiche e del supporto allo scrivere:
La chiacchera, Confronto, L'Antitesi, Il Punto, Bloc Notes, Il Foglio, Prologos, Problemi

Quelli sui campanili:
Il nostro campanile, All'ombra del campanone, El Campanon

Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 09 gen 2016, 14:05
da baldo
Uno degli ultimi giornali di pro loco rintracciati ( questa volta grazie alla segnalazione della presidenza di UNPLI Veneto) è El Peagno, bel bimestrale della Pro Loco di Sanguinetto, provincia di Verona.
Ci ha incuriosito il nome della testata, che presumevamo di origine dialettale, ma su cui neanche Google ci è stato di aiuto. Abbiamo chiesto aiuto a Daniela, presidente della Pro Loco, che prontamente così ci ha risposto:

Il nome del nostro notiziario è una parola dialettale.
Peagno significa:passerella di legno gettata su un fossato per permettere in passaggio. Era un termine usato in campagna nelle zone vicine ai corsi d'acqua, oggi un termine molto raro.
Cordialmente, Daniela

Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 06 ott 2015, 19:16
da Geppo
Nel numero di settembre-ottobre del bimestrale Il Paese, Cesare Giudice ricorda, in un articolo dedicato a ricordare i 40 anni della Pro Loco di Magliano Alfieri, come nacque il giornale. Nella stessa assemblea costituente della Pro Loco, il 31 luglio 1975. fu avanzata la proposta di creare il periodico. Come nome fu scelto Il Paese, non solo come richiamo allo scrittore Pavese, ma come contrapposizione al mito della "città", imperante allora. Il primo numero fu di 300 copie, in bianco e nero, diffuse solo a Magliano, e uscì l'8 febbraio 1976.
Negli anni successivi fu accettata la richiesta di altri comuni vicini, tutti sulla sponda sinistra del Tanaro, di associarsi al giornale. Fu necessario pertanto separare la gestione del giornale da quella della Pro Loco di Magliano, creando un'apposita associazione culturale per fare da editrice al giornale, che condivide peraltro la sede con la Pro Loco.
Dopo quel primo numero, ne sono usciti altri 245, nel corso di 40 anni. Ora il giornale, che per propria scelta non ha spazi di pubblicità e vive grazie alle sole quote degli abbonati (quota abbonamento, minimo 13 €), viene stampato in 1900 copie.

Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 17 ago 2015, 21:35
da baldo
Ringrazio la direzione del mensile Il Punto, testata di San Vito dei Normanni, per l'omaggio del libro "I miei editoriali", scritto da Antonio Chionna, fondatore e direttore del giornale. Leggendo il libro, che arriva fino al 2007, praticamente scorre oltre che quella del giornale, anche la storia della comunità' sanvitese, come capita in genere per tutti i giornali di pro loco, fedeli specchi e testimoni di quanto capita sotto il proprio campanile.
Dall'editoriale del primo numero, del febbraio 1971, si ricava anche la spiegazione per la scelta del nome della testata, Il Punto. In pratica, prima dell'uscita del nuovo giornale, la Pro Loco, con Antonio Chionna, che aveva lanciato la nuova iniziativa, sondo' il terreno con le altre associazioni sanvitesi, chiedendo collaborazione per la scelta del titolo da dare alla testata. Fra i titoli suggeriti, fu scelto Il Punto "perché ci è sembrato originale e programmatico. ... È' un titolo che vuole essere un programma, un impegno per ogni nostro incontro bimestrale* ".
Impegno mantenuto, possiamo concludere noi, a distanza di 44 anni.

* Il giornale, nato bimestrale, passo' poi ad uscite mensili

Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 14 feb 2015, 20:19
da Lettore accanito
Il sito del Maggio Eugubino, l'associazione di Gubbio editrice dell'Eugubino, spiega come fu scelto il titolo della testata:

Il nostro è il periodico d’informazione dell’Associazione che si rivolge a tutti i cittadini, a tutti i Soci e a tutti gli appassionati di cultura ed arte e dell’informazione legata alla vita cittadina da 60 anni. Nasce infatti insieme al Maggio Eugubino.
Tutti noi lo ricordiamo chiamarsi da sempre “L’Eugubino”, ma questo nome fu adottato di comune accordo dagli iscritti dell’Associazione nell’aprile 1955. Fino ad all’ora aveva portato il nome medesimo dell’AME:“Il Maggio Eugubino”.
La nuova denominazione del periodico scaturì dopo una breve consultazione ispirata dalla lettera dell’Egr. Comm. Bruno Boriosi che proponeva alcune varianti: “Il Progresso eugubino”, che non piacque agli associati in quanto per l’epoca in cui vivevano era una “...bugia pietosa”. “La Voce eugubina” venne allo stesso modo scartata per non creare confusione di Voci. “L’Eugubino” era il nome più semplice che allo stesso tempo li ricomprendeva tutti: cercava dunque il progresso e alzava la voce, racchiudeva in sé tutto ciò che i cittadini erano stati e ciò che volevano continuare ad essere: Eugubini.

Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 25 giu 2013, 22:23
da baldo
Dal numero speciale de Il Barbacian, uscito a giugno per i 50 anni della rivista, riprendiamo le parole del direttore Gianni Colledani per spiegare le origini del nome della testata.

La nostra rivista, che festeggia quest'anno il 50° di fondazione, prende nome dall'omonimo viale a semicerchio sorto verso la metà dell'Ottocento dallo spianamento del vastum e dalla conseguente colmata del fossato che circondava a settentrione le mura medievali della città Barbacian è parola d'origine araba, che oscilla fra il valore di "bastione fortificato" e "canale d'acqua", aspetti entrambi legati alla difesa di una muraglia.

Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 07 gen 2013, 13:35
da calandrino
Il Calandrino - che all'epoca si chiamava Notiziario PRO Certaldo - nacque nel 1995. Queste sono alcune righe tratte dall'intervista all'allora Presidente Proloco Mauro Pampaloni fatta in occasione del primo decennale del giornale:

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"Il calandrino è un trimestrale semplice nei contenuti e nella forma, tratta argomenti locali, la realtà che ci circonda e non ha grosse pretese tranne che farsi portavoce dei cittadini a cui si rivolge con le sue numerose rubriche. Economicamente vive grazie alla Proloco e agli sponsor, alcuni presenti fin dal primo numero; concretamente esiste grazie all'impegno e al costante lavoro di coloro che costituiscono la redazione. Ci sembra doveroso citarli brevemente: Daniela Brenci, Vanessa Chesi, Filippo Gianchecchi, Simona Pelagotti, Maria Poli, Giancarlo Scarselli, Giacomo Taviani e Simona Guerrini e poi i collaboratori Borghino Borghini, Marco Camarri, Cristiano Dainelli e Matteo Tani. Sono passati dieci anni da quell'Aprile del 1995 quando il primo numero del trimestrale edito dalla Proloco vide la luce.
Cambiamenti ce ne sono stati, dai direttori responsabili, ai componenti della redazione fino ai collaboratori, ma un pilastro importante non è ancora cambiato da quella prima uscita: il direttore editoriale nonché presidente della Proloco Mauro Pampaloni, il quale alla domanda "Come è nata l'idea di un giornale?" in occasione del decennale ha così risposto:

"Il notiziario Certaldo Pro, divenuto poi Calandrino dietro suggerimento di Nadia Funari primo direttore responsabile, è nato dall'idea di un consigliere e componente della redazione, Giancarlo Scarselli, il quale ha continuato più di un anno a dirmi di fare un giornale, mentre io continuavo a rimandare, non prendendo in considerazione tale suggerimento soprattutto perché la parte economica non era indifferente.
A quei tempi l'Associazione non aveva quella disponibilità economica che invece ha oggi.

Comunque dopo molte insistenze Giancarlo mi convinse, e sono molto contento che sia andata così: chiesi a Nadia Funari, che allora era cronista di Firenze sulla Nazione, cosa ne pensasse dell'idea di dar vita ad un giornale e in breve tempo riuscì a mettere insieme i primi collaboratori - ricordo Barbara Latini, Lucia Posarelli, Elisa Maltinti - ... e nacque così il primo numero.

Il giornale poi è andato avanti e con lui i vari direttori, dopo Nadia la carica è stata ricoperta dal dicembre del '99 al 2001 da Filippo Belli, già collaboratore del giornale, successivamente nel biennio 2002-2003 dal signor Gino Capacci, a seguire poi Simona Guerrini fino al 2004 mentre da quest'anno è diretto da Simona Pelagotti.

Io non posso che ringraziare tutti coloro che hanno reso e continuano a rendere possibile l'uscita del giornale (stampato in oltre 2550 copie e distribuito gratuitamente dalle edicole)".

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Nel 1998 il Notiziario PRO Certaldo cambiò veste editoriale e con essa il nome in "Calandrino" che altro non è che uno dei personaggi più buffi e più famosi del Decameron di G. Boccaccio di cui la nostra Certaldo è la patria. Questo nome è un omaggio al grande novelliere e un invito a per tutti a venirsi a fare un giro a Certaldo: quest'anno ricorre il 7° centenario della nascita di Boccaccio (1313-2013) a visitare la sua casa-museo e le occasioni di crescita culturale messe in pista dal Comune e da tantissimi Enti per questa eccezionale ricorrenza.

Saluti a tutti

Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 19 dic 2012, 19:05
da proruscio
La nostra avventura editoriale “La Barrozza” e’ nata quasi per gioco.
Inizialmente sarebbe dovuto essere un numero unico, per festeggiare i primi 25 anni di esistenza della pro loco di Ruscio.
Poi, come si dice l’appetito vien mangiando e abbiamo raggiunto i 21 anni di pubblicazioni, affiancando al quadrimestrale, anche i “Quaderni di Ruscio” giunti all’ottavo numero, monografie annuali, che trattano un tema di interesse “rusciaro” in maniera approfondita.
Ovviamente tutto cio’ che abbiamo pubblicato e’ disponibile sul nostro sito internet www.proruscio.it
Ma veniamo a noi:
La barrozza e’ un carro agricolo a due ruote, trainato da un bue (tra l’altro, tanto per la cronaca, quando alcune famiglie venete giunsero Ruscio quali mezzadri nei primi anni del novecento, importarono, invece, il loro carro tradizionale a quattro ruote), utilizzato nelle nostre campagne fino ai primi anni del secolo scorso per trasportare covoni di farro e legname dei boschi.
Non si sa chi della Redazione, abbia scelto il nome da dare al nostro periodico, ma possiamo azzardare due ipotesi. Una piu’ “dotta”: solo chi procede lentamente su una barrozza ha la possibilita’ di osservare la strada, di riconoscere i passanti, di ricordare una storia… insomma un elogio alla lentezza, di contro al frenetico vivere dei tempi moderni che tutto brucia in pochi attimi.
L’altra ipotesi, piu’ goliardica, sta nel fatto che Ruscio e’ una frazione del comune di Monteleone di Spoleto, luogo di ritrovamento della celebre biga etrusca (che ora rappresenta il fiore all’occhiello della collezione di arte italica al Metropolitan Museum d New York), e un po’ per scherzo quelli della barrozza (i campagnoli) si contrappongono a quelli della biga (i castellani). Un po’ di sano campanilismo non guasta mai.. e poi per una pro loco e’ davvero indispensabile. Del resto il piu’ bel paese del mondo e’ proprio Ruscio!

Re: Sulla scelta dei nomi delle testate ...

Inviato: 15 dic 2012, 12:37
da baldo
Grazie a Lettore Accanito per la spiegazione del nome de L'Arringatore, foglio informativo della Pro Loco di Pila (PG).

Riordinando nei giorni scorsi dei ritagli di giornale riferiti al convegno dei giornali del 24 marzo 2012 a Caselle T.se, m'è passato fra le mani un articolo del Corriere di Maremma del 22 marzo, in cui si intervistava l'amico Massimo Fabiani, presidente della Pro Loco di Cinigiano e direttore del trimestrale "Fatti Nostri", 44 pagine a colori, in uscita dal 1999. Lo cito e lo allego in questa discussione perchè nel testo dell'intervista si racconta con dovizia di particolari la genesi del nome del giornale.