Cosa sono gli s’cios?


Al via in questi giorni, a Quero, provincia di Belluno, l’edizione numero 40 della Sagra degli S’cios.
Ne dà notizia Il Tornado, il bel quindicinale edito dalla Pro Loco di Fener, e diffuso nei comuni di Alano di Piave, Quero Vas e Segusino.
Ma cosa sono questi s’cios? Penso che, al di fuori di queste valli, quel termine dialettale sia completamente sconosciuto. Ma se guardiamo la locandina, la curiosità viene subito soddisfatta: gli s’cios sono le lumache, o chiocciole che dir si voglia.
Dal sito della Pro Loco di Quero ecco alcune notizie sull’uso alimentare delle lumache.

Lo S’cios… ovverossia La lumaca….in cucina!

La lumaca (in italiano toscaneggiante “chiocciola”) raggiunge la velocità massima di 4 metri al minuto, ma la sua luccicante traccia segue l’evoluzione dell’uomo fin dalla scoperta del fuoco in poi. È invero improbabile che fosse molto appetibile cruda!
Esse era apprezzate dai Greci e dai Romani; nel trattato di cucina di Apicio, che spurgava le lumache nel latte per diversi giorni prima della cottura, fino a quando si erano gonfiate tanto da non poter rientrare nel guscio, si trovano quattro ricette dedicate alle lumache che egli friggeva ed arrostiva servendole con varie salse
Nel medioevo ebbero la loro importanza perché considerate un cibo “di magro”, ma è indubbio che in tutti i tempi esse sono rimaste un cibo apprezzato dai contadini.
All’inizio dell’Ottocento esse rientrano nella cucina francese come prelibatezze e la ricetta della lumaca alla bourguignonne è già diffusa nel 1840.
In Italia la lumaca è apprezzata in ogni regione ognuna delle quali ha una sua ricetta base per cucinarle (generalmente in umido o trifolate, con o senza pomodoro), al fine di ricavarne un buon sugo con cui accompagnare la polenta o il pane.
La lumaca più conosciuta ed apprezzata è la grande Helix pomatia. In specie nella sua varietà alpina, assai rinomata, che trova nei massicci calcarei delle Alpi e dell’Appennino l’ambiente ideale di vita e di sviluppo. Detta anche “vignaiola bianca” (in Francia gros blanc o escargot de Bourgogne), la pomatia ha carne bianca e raffinata ed è diffusa in tutta l’Europa centrale. In Italia è consumata soprattutto nelle regioni settentrionali. Nelle zone mediterranee, e nelle regioni italiane centro-meridionali (ma anche in Liguria), è molto popolare la più piccola Helix aspersa. Questa “chiocciola dei giardini” o “zigrinata” (“maruzza” nel trapanese, petit-gris per i francesi), è protagonista di molte sagre paesane e costituisce circa il 70% del patrimonio elicicolo dell’allevamento in Italia. L’Helix aperta o “cozza di terra”, di taglia medio-piccola, si trova in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il gusto della sua carne delicata è assai apprezzato, al punto che in Puglia in genere si mangia cruda o appena arrostita sulla brace.
In Sicilia c’è una vera e propria cultura dello loro piccole lumache che vengono suddivise in tre categorie: babbaluci: quelle piccole, bianche e già aperte; attuppateddi: (chiuse, otturate) sempre quelle bianche, ma in letargo con l’opercolo; crastuni: quelle grosse scure. A Palermo il giorno di Santa Rosalia (14 luglio), zuppiere di babbalùci alla palermitana vengono servite anche sulle bancarelle dei mercati.
In commercio le lumache si trovano vive oppure, in scatola o congelate, già pronte per essere cucinate. Poiché la produzione europea non è sufficiente per soddisfare un consumo di circa 100.000 tonnellate (peso vivo) di lumache per la sola Francia, molte vengono importate da allevamenti della Cina. In genere si tratta di razze europee, ma bisogna stare attenti a non farsi rifilare come lumaca la Achatina fulica, lumaca africana di grosse dimensioni, del tutto priva di pregio e di valore culinario.
In Italia si va diffondendo l’allevamento della lumaca (elicicoltura) ed a Cherasco (CN) ha sede anche l’Istituto Internazionale di Elicicoltura. L’allevamento italiano viene effettuato all’aperto nel modo più naturale possibile in modo che la lumaca di una certa zona conservi tutte le caratteristiche organolettiche della lumaca allo stato naturale. In Francia si preferisce l’allevamento in serra, indubbiamente più artificiale e con alcuni inconvenienti (ad esempio il guscio che rimane troppo sottile e difficilmente usabile).

La lumaca, per tradizione, viene cucinata secondo ricette alquanto robuste, il che l’hanno fatta considerare un cibo indigesto. Invece, se cucinata ammodo, deve essere considerata un cibo facilmente digeribile. Cento grammi di carne contengono 13 grammi di proteine e solo 1,7 grammi di grassi, il che significa solo 67 calorie; sono quindi adatte per una alimentazione ipocalorica, se si sa risparmiare sui grassi di cottura!

La birra Tornado

I birrifici artigianali stanno andando alla grande. Ne stanno aprendo molti, un po’ in tutta Italia.
A Quero, provincia di Belluno, ha da poco inaugurato il nuovo stabilimento produttivo, e al contempo spaccio e punto di degustazione, l’omonimo birrificio.
Di questa inaugurazione scrive, nel suo ultimo numero del 26 aprile, il quindicinale Il Tornado, periodico dell’Editrice Pro Loco Fener.
Un motivo in più per scriverne, è il fatto che quel giornale ha “ispirato” il birrificio. Tra le oltre venti spine presenti al Birrificio di Quero vi è anche quella dedicata alla birra “Tornado”, “birra a bassa fermentazione aromatizzata al peperoncino habanero, che presenta colore chiaro, gusto pulito e profumo caldo e avvolgente”.
“Un ulteriore buon motivo per fare un salto al Birrificio di Quero, contraddistinto anche da un’ampia sala calda e accogliente, ideale per assaporare con la necessaria calma le tante specialità della casa” aggiunge l’articolo sul Tornado.

Aumenti

“Se 8 anni vi sembran pochi”, così titola un articolo sull’ultimo numero de Il Tornado, quindicinale dei comuni di Alano di Piave, Quero Vas e Segusino. Per 8 anni, fino al 2016, il costo dell’abbonamento annuale, per ricevere i 18 numeri del giornale, 32 pagine tutte a colori, era stato bloccato a 20 €.
Dal 2017 sale a 25 €. Un piccolo sacrificio richiesto ai fedeli lettori, per mantenere l’equilibrio economico della testata.
A proposito: gli abbonati sono al momento 1240, e la speranza è di sforare il traguardo dei 1250 abbonamenti. Non male per una vallata, quella ove è diffuso il giornale, che come numero di abitanti, fra i tre comuni, non raggiunge le 8000 unità. Non c’è che dire: l’indice di penetrazione, inteso come numeri diffusi rispetto al numero di abitanti, è di tutto rispetto.

1464760992

Immagini di copertina

Le testate giornalistiche delle nostre proloco censite da Gepli sono circa una settantina.

Per quanto riguarda il formato e la presentazione grafica, già guardando la prima pagina le possiamo dividere in due macrocategorie:

  • formato giornale, con la pagina di testata che contiene in genere l’editoriale e due-tre articoli ritenuti più importanti;
  • formato rivista: in questo caso sotto la testata viene inserita un’immagine di copertina; gli articoli in questo caso partono da pag. 2.

Per i giornali formato rivista la scelta dell’immagine di copertina è molto importante, perché contraddistingue l’uscita di quel numero.

Immagine di copertina                                                           dipinto sulla facciata

Ecco qui sopra un esempio. E’ riferito a Il Tornado, della Pro Loco di Fener, l’unico quindicinale presente fra le nostre testate. L’immagine scelta per il numero uscito nella seconda quindicina di dicembre ha una storia particolare. L’immagine, di Madonna con gli angeli, è la foto di una pittura murale presente su una casa di Fener (qui sopra a destra). L’autore del dipinto è il proprietario della casa, che si è ispirato a un celebre dipinto, La vierge aux anges, del pittore francese Bouguerau, esponente parigino della corrente pittorica ottocentesca dell’accademismo.

Qui sotto William-Adholfe Bouguerau e il dipinto originale.

William-Adolphe_Bouguereau_(1825-1905)_-_Artist_Portrait_(1879)                                                           dipinto originale

Diminuiscono i lettori dei quotidiani cartacei

I mezzi di informazione in transizione. I quotidiani cartacei perdono lettori, ridotti al 40,5% degli italiani (-1,4% nell’ultimo anno, -26,5% complessivamente nel periodo 2007-2016). Mentre continua ad aumentare l’utenza dei quotidiani online (+1,9% nell’ultimo anno) e degli altri siti web di informazione (+1,3%). Mantengono i propri lettori i settimanali (+1,7%) e i mensili (+3,9%). Questi, relativamente alle testate giornalistiche, i principali dati contenuti nel 13° Rapporto Censis-UCSI presentato lo scorso 28 settembre a Roma.

testata-il-tornado

Lo spunto per citare questi dati ci arriva da Il Tornado, il quindicinale edito dalla Pro Loco di Fener. Il suo direttore, Mauro Mazzocco, così aggiunge, ragionando sul trend dei propri abbonati: “Inutile nasconderlo. Anche noi stiamo patendo un po’ la crisi, forse proprio per la propensione a scegliere canali di lettura diversi da parte delle nuove generazioni. Molte cancellazioni che registriamo sono dovute all’età avanzata dei nuovi abbonati e i nuovi arrivi non riescono a tenere il passo degli abbandoni. Siamo ora in 1230, con una flessione di venti unità rispetto alla vetta storica. Poca cosa, direte. Noi ce la metteremo comunque tutta per recuperare altri lettori, sperando anche nel volano del passaparola”.