U Signuri Longu


Dal sito della Pro Loco Artemisia di Castroreale.

“CASTROREALE (ME)
23-25 Agosto
La processione del Cristo Lungo
( U SIGNURI LONGU )

Tra le tante feste religiose che si svolgono durante l’anno in Sicilia, merita di essere ricordata quella che si svolge a Castroreale, una cittadina della Provincia di Messina, durante la Settimana Santa (Mercoledì e Venerdì) e nel mese di Agosto, il 23 e il 25 di ogni anno. La festa, unica al mondo nel suo genere, richiama un elevato numero di fedeli e amanti delle tradizioni locali, creando non poche difficoltà logistiche alla gestione dell’evento.
Il miracoloso simulacro del Santissimo Crocefisso, a grandezza naturale, è di cartapesta ed è opera di un anonimo plastificatore siciliano del XVII secolo ed è custodito e venerato nella Chiesa di Sant’Agata situata nel centro storico del paese, una delle tante chiese, tutte meritevoli di essere visitate, sia per i sontuosi altari, sia per le opere d’arte in esse esistenti. Ad esso è attribuita la miracolosa liberazione della città dal colera del 1854.
Il Crocefisso montato su un palo di cipresso lungo circa 13 metri viene inalberato e messo a piombo mediante una laboriosa operazione su un pesante fercolo ed è portato in processione il pomeriggio del 23 Agosto di ogni anno lungo le strette vie del centro storico nella Chiesa Madre, all’interno della quale rimane esposto alla venerazione dei fedeli fino al pomeriggio del giorno 25, quando viene restituito, sempre processionalmente, alla Chiesa di S. Agata. L’attrazione maggiore della festa è l’emozionante trasporto della vara, che tiene per tutta la sua durata col fiato sospeso i presenti che da ogni parte accorrono ad assistervi. La manifestazione religiosa è accompagnata da luminarie, concerti bandistici, spettacoli folkloristici, gare sportive e fuochi artificiali. Ma l’emozione più grande si prova nell’osservare attentamente il simulacro, in modo particolare il volto di Gesù crocefisso, sofferente e morto per riscattare tutti noi dal peccato originale. La sua vista e il contatto delle mani dei fedeli con il simulacro di Cristo suscitano sentimenti di profonda compartecipazione alle sofferenze di un Uomo che ha sacrificato la propria vita per il bene dell’umanità. Solo assistendo a questo rito è possibile comprendere i sentimenti che alla sua vista si provano. Spesso molti fedeli si asciugano le lacrime che improvvisamente solcano il loro volto.
L’emozione è generale, tant’è che a differenza di altre feste religiose, questa si svolge in un religioso silenzio, perché coinvolge tutti; tutti sentono la necessità di un seppur breve esame di coscienza che alla fine suggerisce quel sentimento di amore universale che deve accomunare gli uomini nel corso della loro esistenza terrena. E’ una festa che ricorda la passione e morte di Gesù, ma è anche la festa dell’uomo che Dio creò a sua immagine e somiglianza.
Il Crocefisso è portato in processione anche durante le funzioni della settimana santa, nei pomeriggi del mercoledì e del venerdì di ogni anno.
Perché i fedeli del luogo lo chiamano ” U Signuri Longu “? Il perché è presto detto. Tutte le volte che il Crocifisso viene portato in processione, viene issato su di un palo ligneo di cipresso lungo 13 metri, assicurato mediante un pesante canapo e inalberato attraverso un complicato meccanismo di pertiche lignee su di una vara di legno molto pesante (circa tre quintali). La vara nel suo complesso ha un peso di circa 950,00 kg ed è portata a spalla da 16 uomini. A manovrare le forcine delle pertiche ci sono degli esperti “maestri di forcina” che permettono al simulacro di ben muoversi tra le strette strade dell’antico paese , che spesso sono in discesa. Secondo un’antica tradizione i portatori erano quasi tutti contadini, i forcinari artigiani del legno o assimilati. Durante la processione la Croce sembra muoversi lentamente sui tetti delle case.
Un plauso va naturalmente agli abili esperti che con grande devozione compiono le delicate manovre.”

Paolo Faranda

Pro Loco Giovanissimi

Questa notizia è ripresa da Paese Mio, la rivista trimestrale dell’UNPLI Piemonte, che da un po’ di tempo ospita anche servizi dalle Pro Loco toscane, grazie ad un accordo con l’UNPLI di quella regione.

La notizia arriva dalla Pro Loco di Saline di Volterra, provincia di Pisa.
La Pro Loco di Saline aveva deciso, nel 2017, di dedicare l’attività principale del programma 2018 ai bambini del paese. L’anno scorso aveva pertanto presentato, alla Dirigente e alle insegnanti della Scuola Primaria di Saline, un progetto, chiedendo nel contempo un contributo per la sua realizzazione alla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.
Ottenute le approvazioni, il progetto è partito. L’attività ha preso il via con tre incontri tenuti dal Prof. Luca
Mori, che collabora con la cattedra di Storia della Filosofia dell’Università di Pisa e da anni progetta e conduce attività di filosofia e di educazione alla cittadinanza nelle scuole di tutta Italia. Il Professor Mori ha fatto un percorso con i bambini facendo capir loro, attraverso giochi guidati, quali sono i bisogni di una comunità e come fare a gestirli. I bimbi hanno incontrato poi i membri del Consiglio della Pro Loco Saline e svolto varie attività in classe con le insegnanti. L’iter seguito è stato simile a quello politico individuando i futuri candidati presidenti; le liste e i loghi dovevano contenere “la chiave”, che è il simbolo della Pro Loco.
Ogni lista ha elaborato un programma di lavoro, che è stato presentato in un’assemblea pubblica a tutti i bambini della scuola, e ogni candidato presidente ha fatto la propria “campagna elettorale”. Fatte le votazioni (in un’aula della Scuola il custode aveva realizzato una vera e propria cabina
elettorale), è stato così individuato il direttivo della “Pro Loco Giovanissimi”, che affiancherà, per un anno, il Consiglio della Pro Loco e quello della Pro Loco Giovani nell’organizzazione delle varie attività sociali, culturali e ricreative proposte al territorio.
Giovedì 14 giugno si è tenuta la cerimonia di insediamento della Pro Loco Giovanissimi, alla presenza delle autorità.
“La scelta effettuata dalla Pro Loco – hanno sottolineato dall’associazione di Saline – ha lo scopo di avvicinare i bambini al paese e il paese ai bambini, cercare di capire attraverso le loro richieste problemi più grandi a volte sottovalutati e sviluppare nei piccoli il senso di appartenenza ad una comunità e ad un luogo che fa parte della nostra storia, della nostra cultura , che dobbiamo amare e dove vogliamo vivere”.

I rofioi diventano De.Co.

“Con oggi si completa un altro importante percorso per Sanguinetto: i nostri rofioi ottengono la Denominazione Comunale (De.Co.) e diventano così il primo prodotto della provincia di Verona ad essere iscritto nell’albo regionale De.Co. del Veneto!”
Così scrive, giustamente soddisfatta, la Pro Loco Le Contrà di Sanguinetto.

La ricetta che ancora oggi si usa è datata 1931, ma i rofioi nascono prima, nella seconda metà dell’800, in una delle quattro contrade di Sanguinetto. Questi dolci sono nati per una festa particolare, quella del 12 settembre, il Santo Nome di Maria. Venivano preparati il giorno prima e venivano appesi durante la notte, così che i bambini del paese potessero trovarli quasi magicamente nel mattino della festa. Il loro nome deriva probabilmente dalla parola “ravioli” per la loro forma. Sono effettivamente dei ravioli dolci e fritti


La Sagra dei Rofioi si svolgerà a Sanguinetto dal 6 al 9 settembre 2018.

Il giorno delle matasse

Il giorno delle matasse era ieri, giovedi 9 agosto. Come da tradizione, nel borgo irpino di Caposele.
La Sagra delle Matasse celebra la particolare pasta fatta in casa dalle massaie del paese,con farina di semola di grano duro e grano tenero. Le matasse si presentano sotto forma di filamenti, di spessore e lunghezza variabili, servite con un soffritto di ceci, aglio e peperoni essiccati.

Non sono mancate, però, altre tipicità locali e, ovviamente, del buon aglianico.
Organizzatrice della Sagra la Pro Loco di Caposele, che noi conosciamo per via della testata giornalistica La Sorgente.

Notti magiche in Rocca


Dal periodico telematico della Pro Loco di Carmignano, provincia di Prato.

Ottimi vini, musica di qualità ma anche molto altro ancora. Torna sabato 4 e domenica 5 agosto 2018 e poi ancora giovedì 9 e venerdì 10, nei freschi giardini di olivi della Rocca di Carmignano, “Calici di stelle”.

Accade dal 2000, un format nazionale arricchito dalla locale Pro Loco edizione dopo edizione, con il patrocinio del Comune che mette a disposizione lo spazio.

“E’ una festa per enonauti esperti e per neofiti – ricorda il presidente Carlo Attucci, assieme agli altri membri del consiglio impegnati da settimane e con i quaranta e passa volontari già pronti per le quattro sere – .

E’ una festa per curiosi che sul vino (e i vini di Carmignano in particolare) vogliono saperne di più ma perfino per le famiglie”.

Una festa adatta a chi anche solo vuole passare una sera e una notte al fresco con un panorama da sogno e lo sguardo che dal giardino della rocca medievale, contesa nei secoli da eserciti contrapposti, abbraccia tutta la piana tra Firenze, Prato e Pistoia.

La Sorgente numero 96: presentazione a Caposele


Domani, venerdì 3 Agosto alle ore 18,30, nella sala Polifunzionale di Caposele (AV), sarà presentato il numero 96 de La Sorgente.

E’ un numero ricco di storia, immagini, cronaca e cultura varia. Particolare rilievo è stato dato alle vicende delle ultime Elezioni Amministrative.

 

La Sorgente numero 96 sarà nelle edicole di Caposele e Materdomini fino al 31 agosto.

Nell’immagine i volti di chi ha partecipato a scrivere un po’ di storia di Caposele